Menu principale:
News
Arrivati alla fine del 2011, possiamo vedere che numerosi sono gli Spingitori schierati dalle varie contrade, i quali non si limitano ai soli nomi che abbiamo citato in tutti gli aggiornamenti precedenti sul nostro sito web, ma ce ne sono tanti altri ancora come riserve e che saranno gli Spingitori forti di domani, e quasi tutti del nostro territorio. Ma se da una parte questo inorgoglisce tutte le contrade, dall’altra pone anche dei problemi, quali quelli legati agli allenamenti ed ai luoghi adatti a questo scopo, specialmente nei mesi invernali dove è impossibile girare per le strade attorno a Montepulciano, sia per il precoce avvento delle tenebre, sia per i numerosi giorni di brutto tempo che attendono i nostri ragazzi, e che sommati al traffico veicolare rendono pericolosissimo correre a piedi sulle strade pubbliche di notte.
Diventa quindi necessario avere un luogo dove i nostri Spingitori possano recarsi senza avere almeno i problemi della luce e del traffico, e quale migliore di questi se non la pista di Atletica Leggera che è nello Stadio di Montepulciano?
Per rispondere a questa domanda vogliamo raccontare una piccola storia: una storia di una guerra tra poveri, che rischia di mettere in contrasto chi opera verso il sociale, come le Contrade e la locale Polisportiva, e che si trovano adesso a dover derimere una questione che riteniamo di interesse pubblico e che quindi andava risolta per altre “strade”.
Andare agli impianti Comunali per gli Spingitori, è oggettivo ed ormai praticato da quasi tutti coloro che nelle Contrade hanno questa passione, e che possiamo vedere quasi tutte le sere nel tardo pomeriggio, correre nella rossa pista dello Stadio Bruno Bonelli.
Ma nel tardo pomeriggio d’inverno, la luce è necessaria, ed i fari dello stadio per essere accesi devono avere il sovvenzionamento dell’energia elettrica necessaria, che la Polisportiva Poliziana paga direttamente, ed in qualità di gestrice dell’impianto comunale, reclama adesso per poter fare questo servizio alle Contrade.
Nelle Contrade si pensava che l’impianto comunale, visto che in tanti non affiliati alla Polisportiva, cittadini poliziani e non utilizzano gratuitamente, dietro particolari disposizioni dell’assessorato preposto, per allenarsi o giocarci partite di calcio anche in notturna, fosse concesso liberamente anche alle Contrade ed agli Spingitori, che attraverso la loro passione, realizzano poi la Corsa del Bravio che è il momento culminante della Festa che attrae a Montepulciano folle di turisti da tutta Italia e dal mondo, e crea un indotto economico che non ha uguali per presenze e ritorno commerciale sia nel territorio comunale che in quello limitrofo.
Ma ci sbagliavamo, le Contrade e gli Spingitori, devono invece pagare la luce per avere il diritto di correre in un impianto pubblico, non solamente perché in quanto appassionati e non professionisti, di mestiere fanno tutte altre cose ed il loro tempo libero permette di andare in pista solamente dopo l’orario di lavoro, che per quasi tutti è dopo le 17, o non forse perché le Contrade sono ritenute a torto ricche corporazioni che hanno mezzi economici illimitati, ma soprattutto perché nella politica dei tagli, la socialità è quella che ci rimette prima e direttamente.
Il colmo di questa storia è poi rappresentato, e purtroppo i dirigenti delle Contrade lo hanno saputo solamente a fatto avvenuto, da un episodio compiuto da un ragazzo di Montepulciano, anche lui Spingitore, che per potersi allenare dopo le 17,00 ha versato autonomamente alla Polisportiva una grossa somma di denaro per poter permettere di tenere i fari dello Stadio accesi per lui ma anche per gli altri Spingitori, ed al contempo anche per tutti i singoli cittadini e non, i quali adesso che i fari sono accesi fino alle ore 20, possono andare liberamente a compiere qualche giro nella pista dello Stadio Comunale anche di notte.
Chi frequenta l’Impianto Comunale di Montepulciano, può liberamente constatare che adesso, a luci accese, oltre a diversi Spingitori, ci sono in pista anche crescenti numeri di cittadini, magari con gli stessi problemi di orario di lavoro dei nostri Spingitori, che prima non andavano perché le luci erano spente a quell’ora, e non potevano fare i loro giri salutistici di jogging nel tartan dello Stadio.
È proprio vero che a Montepulciano siamo strani, ma lo siamo ancor di più perché dalle poche cose che significano socialità, la comunità pretende il massimo del dovere, dando sempre poco in cambio e con grande peso di questo, ed in questo mai nulla però di valido conforto a chi vi opera, nemmeno la possibilità di mantenere viva una passione che genera per la comunità stessa economia e risultato.
Ovviamente non possiamo astenerci dal pagare quello che viene reclamato da chi gestisce l’impianto comunale, anche perché loro pagano direttamente le bollette dell’energia elettrica per l’utilizzo della struttura pubblica, ma forse poteva essere trovata una strada che permettesse di equiparare il cittadino che utilizza l’impianto nelle ore diurne, per la fortuna di avere un lavoro che gli permette questi orari, agli altri cittadini che non hanno questa fortuna, ma che svolgono un lavoro che termina, in inverno, solamente quando le luci diventano necessarie: ci riferiamo ovviamente agli Spingitori, che oltre a svolgere questa passione per le Contrade e quindi per la Comunità, sono comunque cittadini a tutti gli effetti, e se è vero che ogni cittadino è uguale all’altro, ciò che avviene adesso crea individui privilegiati ed altri discriminati.
Rivolgiamo quindi un appello ai nostri amministratori locali, ed alla sensibilità del Sindaco che è sempre stata partecipe ed attenta verso il mondo contradaiolo, affinché venga trovata una strada che aiuti le Contrade a non doversi far carico anche di questo ulteriore gravame economico, e soprattutto che ponga in essere le giuste condizioni per ripristinare questo stato attuale, che è a tutti gli effetti una sorta di discriminazione tra cittadini ancor prima che verso le Contrade.
Rivolgiamo poi un appello alla comunità, soprattutto verso quelle entità che ancora non hanno riconosciuto la valenza del Bravio, affinché riconoscendola come portatrice di interessi e promozione per il nostro territorio, possano capire che anche loro hanno il dovere di contribuire alla vita ed alle attività che le Contrade svolgono gratuitamente per l’intero territorio comunale.
Solo così, con la partecipazione di tutti, contradaioli, istituzione politica, entità economiche e sociali, le Contrade potranno permettersi di mantenere in vita la loro attività, che altrimenti con l’indifferenza di molti, rischiano piano piano di vedere affievolire il proprio costrutto ed alla fine mettere in serio pericolo anche la crescita e la fama della Festa del Bravio.
VIVA LE CONTRADE…………. VIVA IL BRAVIO!
Il Consiglio di Contrada